THE ARETINER 38

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Emozioni ritrovate – Art work by Marta Motti

Emozioni ritrovate (olio su tela, 50x60 cm - 2025) parla del mio incontro con Arezzo ed in generale con la sua provincia avvenuto circa due anni fa, quando mi sono trasferita a Monte San Savino.
Io vengo da Prato, in un quartiere dove tutti bene o male mi conoscono, anche perché mia mamma aveva una piccola merceria, e quindi sia io che i miei fratelli eravamo chiamati spesso i “figli della merciaia”, e lì sono rimasta fino a quando poi mi sono trasferita col mio attuale marito prima a San Casciano, in affitto da due nostri amici, e dopo appunto quando abbiamo scelto di acquistare una casa tutta per noi nella Val di Chiana. Almeno per me è stato il primo acquisto immobiliare, e nonostante io abbia avuto occasione di viaggiare e vivere per periodi più o meno lunghi in altri luoghi, era la prima volta che mi trasferivo in modo indeterminato in un’altra zona. Perciò rappresentare il mio rapporto con Arezzo non è stato proprio semplice anche perché ci stiamo ancora “conoscendo”. Allora ho scelto di creare qualcosa che parlasse soprattutto delle mie prime sensazioni di fronte a questo cambiamento di zona e di vicinato. Nel dipinto Arezzo è rappresentata dalla famosa Chimera di Bronzo, e dalla presenza di un ritratto del San Donato sulla sinistra. Di fronte c’è una bambina che un po’ timorosa e un po’ incuriosita si avvicina a questa Chimera e la osserva. Questa figura rappresenta il mio io interiore, che per la prima volta si ritrova a vivere a tempo indeterminato in un luogo dove ancora non conosce nessuno. Sebbene fossi molto eccitata dall’idea di un nuovo inizio, allo stesso tempo ero anche intimorita, tanto che delle volte mi sentivo come fossi tornata al primo giorno di scuola, quando ancora non conosci nessuno e la timidezza prende il sopravvento. Questa emozione, che molti adulti hanno seppellito nei ricordi, è il motivo per cui ho scelto di ambientare il quadro in una soffitta.
La soffitta è quel luogo della casa dove conserviamo gli oggetti del passato, quelli di cui ci dimentichiamo ma ci sono sempre. Anche nella nostra psiche c’è un luogo fatto di ricordi e vecchie emozioni su cui talvolta la vita ci fa tornare. Trasferendomi ad Arezzo, ho sentito di riprovare questa sensazione opposta: dove smarrimento ed esaltazione si manifestavano nello stesso momento, cosa che come dicevo non provavo da quando ero piccola e facevo le prime esperienze fuori da quello che era il mio ambiente familiare.
La mano sospesa della bambina, attratta dalla luce e dalla bellezza di ciò che vede davanti a sé, ma che ancora non osa toccare, è proprio il simbolo di questa dualità. La Chimera di Arezzo si stacca dal contesto della soffitta con la sua bellezza, non appartiene al passato della bambina ma ad una tradizione che è sempre attuale e che parla delle radici etrusche della città.
Dopo questo primo periodo, Arezzo e la sua provincia sono diventate sempre di più casa, e chissà come rappresenterò il mio rapporto con questa città se dovessi mai ritrovarmi tra qualche anno a realizzare un altro quadro sul tema!

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Nata a Prato nel 1991, inizio a studiare moda e costume nel 2005 all'istituto d'arte di Montemurlo, ora liceo artistico Brunelleschi. Dopo la laurea mi sono iscritta all'Accademia di Belle Arti di Firenze nel corso di scultura, dove il docente principale Stefano Patti mi ha avviata allo studio del ritratto e del nudo dal vero.
Dopo la laurea triennale ho deciso di iscrivermi all'Università di Firenze per storia dell'arte, ma ho deciso di interrompere gli studi per dedicarmi completamente alla pittura a olio, che ho avuto modo di apprendere nell'atelier di Vladimir Jovicevich. Nel 2017, tramite l'Università, sono entrata in contatto con i Frati Minori della provincia di Toscana, che mi hanno permesso di aprire uno studio nel loro convento in Piazza Savonarola. Fino al 2019 sono rimasta lì per lavorare sia su commissioni private che ecclesiastiche e, nello stesso periodo, sono entrata in contatto con l'associazione Artour-O che mi ha dato la possibilità di esporre sia in Italia che a Malta.
In questo periodo ho anche iniziato a creare eventi per i frati francescani, invitando artisti delle scuole fiorentine a esporre i loro dipinti in ambienti clericali normalmente chiusi al pubblico.
Nel 2019 ho chiuso il mio studio fiorentino per raggiungere il pittore e ora marito Jonathan Davis in Ontario, Canada, dove siamo rimasti per sei mesi durante la pandemia. Abbiamo poi deciso di trasferirci in Italia per provare ad acquistare una casa e aprire il nostro studio per dipingere e creare eventi e workshop. Nel frattempo abbiamo avuto modo di stringere amicizie all'interno della comunità artistica locale, facendoci conoscere anche con il nome di "Studio Peregrino", un progetto attraverso il quale ci impegniamo a realizzare ogni anno eventi artistico-culturali.
Nel 2020 abbiamo seguito corsi brevi di pittura dal vero e anatomia con i pittori Daniela Astone, Ben Fenske e Amy Florence Moseley.
Da settembre 2023 viviamo e lavoriamo a Monte San Savino, Arezzo. Mi trovate su IG come @wotti_